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Formare i pastori del futuro e restituire speranza alle Terre Alte di tutto il Paese. Sono gli obiettivi della Scuola di perfezionamento per la pastorizia estensiva di Calascio, nel cuore dell’Abruzzo. Dopo le prime 2 sessioni nell’autunno scorso, la Scuola riprende le attività per il 2026 con altre 6 masterclass, a cura di Slow Food Italia eD.R.E.Am Italia. Significative le esperienze di chi ha partecipato alle prime due formazioni: la giovane Giorgia D’Amato, che ha già dimestichezza con animali e greggi, dichiara «Ho deciso di iscrivermi a questa scuola per restare al passo coi tempi e per imparare qualcosa in più oltre a quello che mi hanno trasmesso mio nonno e mio papà». Per Francesca Paciocco, studentessa in Scienze forestali e ambientali, è un’occasione per fare qualcosa di importante per il suo territorio: «Ho il cuore in Abruzzo, specialmente su queste montagne. Un’iniziativa come questa è vitale per la sopravvivenza di ambienti preziosi: dobbiamo tornare alla montagna e non solo la domenica per una passeggiata: occorre far rifiorire ambienti antichi, far ripartire piccole aziende, far capire alle persone cosa c’è intorno a un pezzo di formaggio e di carne». Servono «più allevatori e meno scaldapoltrone» è l’invito lanciato ai suoi coetanei dal trentino Alex Beltempo, che alleva capre di razza Pezzata Mochena, una razza autoctona inclusa sull’Arca del Gusto di Slow Food, una passione ereditata dai genitori. «Sono qui per imparare, perché, come tutti in tutti i settori, occorre essere formati e aggiornati». Gestione del pascolo, conservazione della biodiversità, mitigazione delle predazioni, produzione del formaggio, turismo e marketing territoriale: questi i principali ambiti su cui si concentreranno le lezioni, con un approccio teorico e pratico che valorizza il sapere e le pratiche tradizionali e li integra con le competenze più attuali.
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