| Nel 2028 Ancona sarà la capitale della cultura, un traguardo importante cui ha contribuito anche la Direzione regionale dei Musei nazionali delle Marche con progetti che vedono in prima linea il Museo archeologico nazionale delle Marche e l’Anfiteatro romano di Ancona.
«La Direzione dei Musei nazionali delle Marche si unisce alla soddisfazione dell’amministrazione della città di Ancona per la nomina a capitale della Cultura 2028 – afferma Luigi Gallo, Direttore regionale dei Musei nazionali delle Marche –, con la certezza di aver contribuito al dossier di candidatura con progetti pensati per valorizzare al meglio la variegata ricchezza culturale di Ancona e del suo territorio. Ho sempre creduto molto in Ancona e investito personalmente sia nella collaborazione con l’Assessore Paraventi al riallestimento della Pinacoteca civica, sia nell’accordo siglato con il comune per la valorizzazione dell’Anfiteatro, che sono certo diventerà uno dei fulcri delle celebrazioni di Ancona Capitale della Cultura 2028. Inoltre a Palazzo Ferretti, dove ha sede il Museo archeologico nazionale delle Marche, è da anni al centro di un percorso di rinnovamento sostenuto dai finanziamenti del Ministero della Cultura, della Direzione Generale Musei e del PNRR, che vedrà proprio nel 2028 il museo pronto a svolgere il ruolo di attore culturale e promotore sociale aperto sia ai visitatori, in chiave accessibile e inclusiva, sia alle altre realtà del territorio, per accogliere i visitatore della Capitale della cultura e raccontare la millenaria storia della città e di tutte le Marche».
«Abbiamo inaugurato da pochi mesi i Depositi Aperti – aggiunge Diego Voltolini, Direttore del MAN Marche –, per un’esperienza di scoperta nuova e unica nelle Marche, e questa estate apriremo al pubblico il percorso di visita dedicato alla civiltà picena, con il restauro dell’allestimento storico disegnato da Franco Minissi in una nuova veste narrativa. Contemporaneamente è già attivo il cantiere per la realizzazione delle sale mostre temporanee, uno spazio per eventi espositivi che vedrà, come prima apertura, proprio una mostra dedicata alla città di Ancona e al suo territorio, alla riscoperta della sua antica identità picena e poi dorica, in dialogo con il mare e con i centri vicini. Guardiamo al 2028 forti del lavoro svolto e avviato, pronti con un MAN Marche che sarà ‘questo, adesso’».
Nel 2028, anno in cui Ancona sarà Capitale italiana della cultura, il Museo Archeologico Nazionale delle Marche proporrà un articolato programma di valorizzazione che intreccia archeologia, storia e paesaggio, aprendo con la mostra che sarà un percorso a ritroso di oltre tremila anni volto a riscoprire le radici doriche e ancor più antiche picene della città, restituendo l’immagine di una comunità già proiettata verso l’Adriatico e destinata a divenire crocevia multiculturale e porta d’Oriente.
Nella primavera dello stesso anno sarà inaugurata, all’interno del rinnovato allestimento di Palazzo Ferretti, la sala dedicata alle veneri di Frasassi e Tolentino, in cui il racconto delle più antiche rappresentazioni femminili del territorio marchigiano si snoda tra la figura generativa e opulenta della Venere di Frasassi e quella enigmatica e sciamanica della Venere del Ciottolo, offrendo una lettura simbolica del femminile che attraversa millenni tra maternità, ritualità e dimensione spirituale.
Si lavora anche per la “sala del Tesoro di Ancona”, che riporterà finalmente alla fruizione pubblica – dopo 100 anni dal ritrovamento – l’eccezionale tesoro scoperto nel 1928 al Mandracchio, composto da undici chili di monete d’oro in gran parte seicentesche provenienti da diverse aree europee, restituendo centralità al ruolo del porto come luogo di scambi dal respiro europeo e mediterraneo.
Nel periodo estivo, tra giugno e agosto, diversi eventi coinvolgeranno cittadinanza e visitatori nella scoperta di Ancona dal mare e dall’Anfiteatro che sovrasta il colle Guasco in sinergia con le altre istituzioni del territorio e del Ministero della Cultura. Un articolato programma per valorizzare le principali emergenze monumentali di Ancona, dalle opere di Giorgio Orsini a quelle di Antonio da Sangallo, da Luigi Vanvitelli a Marchionni, restituendo l’immagine di una città connessa nei secoli alle reti mediterranee ed europee, fra i luoghi simbolici da cui cogliere la continuità del ruolo strategico del porto antico, come il terrazzo vanvitelliano di Palazzo Ferretti.
Uff. stampa Musei nazionali delle Marche
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