Al Vinofòrum i vini del Lazio

I vini del Lazio e i prodotti di Natura in Campo saranno presenti all’unidicesima edizione del Vinòforum in unnamedprogramma a Roma da venerdì 6 a sabato 21 giugno. “Quest’anno il Lazio conferma la sua presenza alla manifestazione con 18 cantine che faranno conoscere i loro migliori prodotti attraverso degustazioni, eventi e incontri tecnici. Vinòforum – ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura, Sonia Ricci – è una straordinaria occasione per far apprezzare la qualità crescente delle etichette del Lazio ai grandi distributori, ai ristoratori, agli operatori commerciali e al numeroso pubblico degli appassionati del vino di qualità. Il vino della nostra regione ha grandi potenzialità di crescita, per questo le politiche per lo sviluppo messe in campo dalla Giunta Zingaretti hanno come maggiori punti di forza, il sostegno all’innovazione dei processi produttivi e una forte attenzione alla promozione del prodotto. Abbiamo fiducia nella capacità di determinare sui mercati quel cambio di mentalità in grado di affiancare i vini del Lazio alle altre realtà regionali che rappresentano il prestigioso made in Italy in tutto il mondo”. Anche Antonio Rosati, commissario di Arsial ha sottolineato che  “Per sostenere l’agricoltura e valorizzare i prodotti locali – aggiunge Vito Consoli, direttore Dell’Agenzia Regionale per i Parchi, abbiamo creato il marchio “ Natura in campo – I prodotti dei parchi”, una sorta di brand commerciale, immediatamente identificabile e riconoscibile, concesso dall’ARP a prodotti certificati biologici, biodinamici e tradizionali. Lo scopo che perseguiamo è quello di mettere in rete le numerose produzioni tipiche dei parchi della nostra regione ma anche di sviluppare le esperienze positive e le buone pratiche”. “Nelle aree naturali protette del Lazio”, spiega Fabio Refrigeri, Assessore alle Infrastrutture, Politiche Abitative e Ambiente, “operano numerose imprese agricole e aziende di trasformazione alimentare. Si tratta di un patrimonio di straordinaria importanza su cui impegnarsi per creare lavoro qualificato e per valorizzare i territori. La visione che vede agricoltura e tutela dell’ambiente come elementi contrapposti è ormai superata. Le aree protette hanno dimostrato di essere dei laboratori privilegiati per sviluppare un’agricoltura che tutela gli habitat e gli ecosistemi e che può diventare un traino per far conoscere e apprezzare aree della regione meno note”.

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