Vino e comunicazione digitale

Il vino italiano fa mercato, questo è evidente, ma un analisi approfondita condotta da BeSharable, agenzia di comunicazione con focus digital, ha fatto emergere che vi è un quadro frammentatorispetto al rapporto che intercorre tra vino nostrano e mezzi di comunicazione digitale.
Dalla ricerca, che ha tenuto conto di un campione di 3.439 imprese vitivinicole, risultata che l’imprenditore italiano del vino incontra difficoltà a comunicare unnamed (1)efficacemente ciò che rappresenta e quanto è capace di fare, non riuscendo, così, a fare sistema e a proporre un “Prodotto Paese” competitivo all’estero.
Sull’importanza della comunicazione è intervenuto anche Riccardo Cotarella, Presidente di Assoenologi: «Una comunicazione funziona quando è sostenuta dalla proprietà, che conosce la tradizione, e sviluppata con entusiasmo dalle nuove generazioni: è così che, insieme, hanno un passato e un futuro da condividere e raccontare».
Oggi la comunicazione è sempre più digitale e perciò risulta fondamentale anche per gli imprenditori del vino italiano attivare e gestire canali di interazione “social”: «BeSharable ci mostra come il web sia una “fabbrica di relazioni” che fanno crescere la notorietà, la fidelizzazione e il business delle cantine» ha detto Donatella Cinelli Colombini, Vicepresidente nazionale delle Donne del Vino «in altre parole ci insegna a trasformare i clienti in fan profondamente coinvolti che recepiscono e producono informazioni su singoli vini o aziende».
Dall’indagine della BeSharable emerge che il 94% delle aziende vitivinicole coinvolte ha un sito internet e che il 74% è presente su Facebook. Entro la fine dell’anno, il 48% delle imprese dichiara di voler attivare nuovi canali di comunicazione online oppure migliorare quelli esistenti. I più gettonati sono: Facebook, Twitter, Google+, Instagram e blog aziendale. Ma l’indagine evidenzia che ad oggi sui canali social si registra più quantità che qualità.
«Il vino è oggi un prodotto che incrementa Pil e fatturato ed è per questo che bisogna conoscerne la cultura che lo caratterizza. Una volta il mercato era solo del produttore, oggi è anche del consumatore che cerca e si informa, soprattutto su internet. È lì che i produttori devono farsi trovare» continua Riccardo Cottarella.
I canali digitali richiedono impegno e l’analisi BeSharable riporta come il 43% delle imprese abbia scelto di avere una persona dedicata alla comunicazione, solo il 13% si rivolge a un professionista esterno, mentre ben il 46% delle aziende affida la comunicazione a una persona interna non dedicata.
Ma allora, dove si annida il problema? Da tutto ciò emerge come il rischio, in assenza di strategia, la comunicazione non riesca a superare la fase embrionale e a cogliere le opportunità del mondo digital, diventando quasi controproducente per l’azienda. In altre parole, ciò che la ricerca vuole suggerire è che nonostante il vino italiano abbia un mercato forte con una comunicazione appropriata, nella fattispecie legata ai new media, le opportunità sarebbero maggiori.

La redazione

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