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Più libri più liberi: mercato trade, la quota dei piccoli e medi editori stabile al 50,1% nei primi 11 mesi

DiRedazione

Dic 8, 2023

In un mercato trade (vendite di narrativa e saggistica nelle librerie fisiche e online e nei supermercati) stabile rispetto ai dati del 2022 (più 0,3% a valore e meno 1,3% a numero di copie), si attesta al 50,1% la quota dei piccoli e medi editori nei primi undici mesi. Il valore è analogo a quello dell’anno precedente (50,2%) e lievemente superiore ai dati che tradizionalmente si registrano nei 12 mesi, quando per effetto delle vendite natalizie di best-seller la quota di mercato dei grandi gruppi cresce di alcuni decimi di percentuale. È comunque un mercato diviso a metà, un dato oramai attestato per l’editoria italiana.

È quanto emerso nel tradizionale convegno in collaborazione con Nielsen BookScan che apre, il 6 dicembre, il programma professionale di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) alla Nuvola di Roma.

“I dati che presentiamo oggi confermano il pluralismo che contraddistingue l’editoria italiana e che ha un valore culturale, in termini di varietà delle voci, ed economico perché le case editrici medio-piccole spesso portano avanti sperimentazioni che aprono nuovi mercati e modi di fare business e, anche per questo, vanno sostenute” ha commentato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta.

“La stabilità delle quote di mercato – ha sottolineato il presidente del Gruppo Piccoli editori di AIE Lorenzo Armando – va di pari passo con una veloce trasformazione del business: dall’impatto delle nuove tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale, alle problematiche della distribuzione, sono molti i temi su cui ci interrogheremo durante la Fiera. Sono questioni che richiedono un approccio più consapevole da parte di noi editori, ma anche un confronto aperto con le altre realtà del settore e sulle politiche pubbliche da mettere in atto”.

Con la moderazione di Sabina Minardi (L’Espresso) e dopo l’illustrazione dei dati da parte di Giovanni Peresson (ufficio studi AIE), sono intervenuti gli editori Isabella Ferretti (editrice 66thand2nd) ed Enrico Selva Coddè (amministratore delegato di Mondadori Libri).

In dettaglio, i 1.283 milioni di vendite nei primi undici mesi, pari a 85,7 milioni di copie, sono così suddivisi: gli editori con un valore delle vendite a prezzo di copertina fino a 5 milioni di euro e fuori dai grandi gruppi, ovvero i piccoli, hanno venduto complessivamente libri per 352 milioni (valore a prezzo di copertina), con una crescita del 4,1% rispetto l’anno precedente. I grandi gruppi editoriali (Mondadori, Gems, Feltrinelli e Giunti) hanno avuto vendite pari a 609,8 milioni di euro, in crescita dello 0,5%. A restringersi è stata invece la quota dei medi editori fuori dai grandi gruppi, con vendite oltre i 5 milioni: 259,2 milioni di euro, in calo del 5,5%.

Per quanto riguarda invece i canali di vendita, nei primi undici mesi del 2023 recuperano quota sia le librerie fisiche, che passano dal 53,4% al 54,5%, che la grande distribuzione, dal 4,7% al 4,9%. In calo invece l’e-commerce, che dal 41,9% si attesta al 40,6%.

Se guardiamo invece ai generi, nei primi undici mesi del 2023 gli italiani hanno letto più romanzi di autori italiani e meno di autori stranieri rispetto all’anno precedente: mentre la narrativa italiana è infatti cresciuta del 5% (valore del venduto a prezzo di copertina), quella straniera è calata del 4,7%. In calo, dopo la corsa degli anni precedenti, anche il fumetto: -13,0% rispetto al 2022 (ma se prendiamo come paragone il 2019 l’aumento è stato del 188,9%). In lieve flessione l’editoria per bambini e ragazzi (-0,7%) e la saggistica specialistica (-1,2%), mentre cresce del 5,5% la saggistica generalista (divulgazione e attualità) e del 6,6% quella pratica, ovvero manuali non universitari e libri di self help.

Ufficio stampa Più libri più liberi

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