Frascati, Il buono nel bello di Maroni

Si è conclusa domenica scorsa  IL BUONO NEL BELLO – I MIGLIORI VINI ITALIANI di Luca Maroni, una delle più importanti manifestazioni che hanno come protagonista il vino.

Frascati, situata nel cuore dei Castelli Romani, ha ospitato per ben tre giorni, dal 3 al 5 novembre, le più importanti aziende vitivinicole del Lazio. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Frascati, promosso dal Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati, in collaborazione con il GAL – Gruppo di Azione Locale – Castelli Romani e Monti Prenestini.

Ben 40 sono state le Cantine ospitate nella suggestiva location de Le Mura del Valadier che hanno esposto circa 240 etichette per la degustazione. L’evento è stato aperto con la Premiazione dei migliori produttori della Regione Lazio, presentata da Luca Maroni, inseriti nella XXV edizione dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2018.

Volta a Botte ha partecipato alla degustazione nella giornata di sabato e vogliamo raccontarvi le nostre impressioni. Innanzitutto, da sottolineare la bellezza di questa cittadina, incastonata nelle colline dei Castelli Romani, dove si trova la suggestiva location de Le Mura del Valadier, il cui restauro si è concluso nell’ottobre del 2015, restituendo alla comunità un bellissimo spazio per svariate attività culturali ed eventi.

Si accede alle sale dal belvedere di Frascati, e scendendo all’interno delle mura si può ammirare la splendida opera di restauro, con la scalinata in pietra che si armonizza con i colori pastello delle pareti. In questo ambiente regna un’atmosfera magica, e si ha come l’impressione di immergersi nel passato.

Ci viene consegnato il bicchiere da degustazione e la taschina portabicchiere: da questo momento inizia il nostro tour, che si snoda lungo le sale dove sono ospitati gli stand degli espositori. Ci accingiamo a degustare il vino dell’azienda Falesco (oggi divisa tra questo marchio e il nuovo Famiglia Cotarella), che è nata con l’obiettivo di recuperare gli antichi vitigni tra il Lago di Bolsena (nei pressi di Montefiascone nel Lazio) e l’Umbria. Si tratta di un Soente- Viogner Lazio IGP, prodotto nella zona di Castiglione in Teverina (VT). Ha un colore giallo con riflessi verdognoli, al naso è di grande impatto con note di agrumi e di fiori bianchi.

Alle 18 inizia laboratorio di degustazione guidato da Luca Maroni, un analista sensoriale di fama internazionale, e organizzatore della manifestazione, noto per il suo rivoluzionario approccio alla

degustazione dei vini. Tale presentazione è stata interamente dedicata alle aziende aderenti al Consorzio Tutela Vini Denominazione Frascati. Dopo aver degustato un paio di vini torniamo nelle altre sale per continuare il nostro percorso.

Da menzionare una bella iniziativa: quest’anno era presente anche un corner con l’area ristoro «Fraschetta», dove Massimo Grossi, della Comunità degli Osti di Frascati, ha proposto alcune specialità gastronomiche.

Durante il nostro giro ci siamo imbattuti in uno stand che ci ha proposto un gioco divertente cui abbiamo deciso di partecipare. Ci sono state sottoposte due bottiglie, tra le quali scegliere in base all’immagine dell’etichetta. Dopo aver letto la descrizione di entrambi i vini, ci è stato chiesto di degustarlo e di provare a indovinare quale fosse il più costoso. Insomma, per farla breve, alla fine ci è stato svelato che il vino contenuto nelle due confezioni era lo stesso e noi non ce ne siamo accorti!

Scopo del gioco era di dimostrare la potenza delle parole e delle immagini, insomma, della comunicazione e di come essa influisca sulle nostre percezioni sensoriali. Il gioco ci è stato proposto da S-Word, un’agenzia che si occupa proprio di comunicazione e la registrazione del video sarà pubblicata sulla loro pagina Facebook.

Il nostro tour è continuato lungo le sale comunicanti, e a fatica abbiamo curiosato nei numerosi stand, data la grande affluenza di pubblico. Ci siamo soffermati presso Il Casale del Giglio, fondata nel 1967 dal Dott. Berardino Santarelli, originario di Amatrice, e che si trova nell’Agro Pontino in località Le Ferriere, in provincia di Latina. Nel 1985 questa azienda diede vita al progetto di ricerca e sviluppo “Casale del Giglio”, autorizzato dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio. I risultati sono stati convalidati dalla Comunità Europea con l’autorizzazione alla coltivazione in provincia di Latina, a partire dal 1990, di nuovi vitigni raccomandati come lo Chardonnay, il Sauvignon, il Syrah, il Petit Verdot, il Cabernet Sauvi

 

gnon e, successivamente, di altri. Casale del Giglio ha provveduto a riconvertire a filare tutti i suoi 160 ettari di vigneto e ad introdurre nuove varietà caratterizzate dall’alto grado di interazione qualitativa con il Territorio. Abbiamo degustato con vero piacere il Mater Matuta, dal colore rosso rubino, molto denso e con sentori balsamici.

Altra degustazione, altra azienda: l’Azienda agricola Poggio Le Volpi, fondata nel 1996 dall’enologo e imprenditore Felice Mergè, presso la quale abbiamo degustato il delicatissimo Donna Luce, un bianco con sentori di frutta tropicale e fiori. Questa azienda si trova a Monte Porzio Catone, e i suoi tenim

enti si estendono su una superficie di composizione vulcanica, che si sviluppano su ettari vitati con uve tradizionali quali Malvasia, Malvasia di Candia e Trebbiano. La produzione si estende anche al sud, dove c’è la Masca del Tacco, con i vigneti in Manduria e Torricella, vicino al mare.

In questa edizione ci sono state iniziative che hanno coinvolto anche il mondo della poesia e della musica, con la presenza di un duo jazz che ha accompagnato la declamazione di alcuni versi di Trilussa, dedicati appunto al vino.

Il nostro tour si è concluso allo stand della Casata Mergè, dove  faceva bella mostra di sé il Sesto 21 Sauvignon IGP Lazio, che quest’anno ha conquistato il secondo posto nell’ Annuario dei migliori vini italiani 2017 – Luca Maroni.

 

Possiamo affermare che è stata un’esperienza positiva, sicuramente da consigliare per il prossimo anno.

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