Doc Olevano Romano, il Rosso di Roma

Il Rosso di Roma, sembra essere un gioco di assonanze che richiamano al sole quando 12079565_184856801847969_4081130707710331161_nimbrunisce. Invece no. Si tratta di una manifestazione itinerante che si svolge nel mese di ottobre in tre luoghi: Olevano Romano, Roma e Milano (di seguito il programma).

Penso sia palese che trattandosi di Olevano Romano il pensiero del lettore corra subito al suo Rosso, ossia il vino Cesanese: il Rosso della Capitale.

Un evento, Il Rosso di Roma, con il quale si vuole far conoscere, in primis, sul proprio territorio il vino che è stato anticamente citato da Plinio il Giovane e Columella, ma anche da Trilussa e Gadda.

Un vino che prende il nome dal suo omonimo vitigno e coltivato a circa cinquanta km a Sud-Est rispetto alla Capitale.

Con questo evento itinerante – progetto finanziato da ARSIAL e dal Comune di Olevano Romano- si vuole portare l’attenzione sulla Doc Cesanese di Olevano che dopo aver un passato alle spalle (come la gran parte della viticoltura laziale) basato prevalentemente sulle quantità, è  stato deciso comunemente, tra le aziende e le Istituzioni, di fare una “inversione di marcia” e prendere la strada della qualità.

In questo caso, sa bene il lettore, che la qualità va fatta prima di tutto in vigna e poi in cantina, ma l’obiettivo è stato raggiunto. Le venti aziende che producono questa Denominazione sono sicure del loro lavoro e dei loro prodotti enologici.

WP_20151019_19_34_31_RichL’attuale traguardo è dunque quello di comunicare, di far sapere che la “Terra del Cesanese” produce un vino rosso a Denominazione di Origine di eccellenza.

Un piccolo appunto, anche se solo di striscio, a mio avviso va fatto. C’è la necessità di marcare la distinzione  con la Docg Cesanese del Piglio; perché, ahimè, nell’immaginario collettivo, quando si parla di Cesanese si pensa immediatamente al Cesanese del Piglio Docg (innegabile che gli addetti ai lavori abbiano lavorato molto e bene in termini comunicativi per affermare l’unica Docg rossa del Lazio).

Un lavoro di distinzione aiuterebbe a creare una consapevolezza maggiore nel consumatore che così in piena autonomia sarebbe in grado di scegliere e apprezzare vini di alto profilo qualitativo.

Sul momento mi vengono in mente due formidabili Doc di Olevano Romano: Càlitro WP_20151019_19_37_52_Richdell’Azienda Agricola Riccardi Reale e Sigillum della Cantina Migrante.

La Denominazione d’Origine di Olveano Romano (nelle sue declinazioni amabile, dolce, dolce frizzante, superiore e riserva) vuole riconquistare la sua “città natale”.

Il Cesanese (sia esso Comune o di Affile, entrambi autorizzati dal disciplinare di produzione della Doc Olevano Romano) è un vitigno non solo antico ma difficile da coltivare; la peculiarità si può rintracciare nel suo indissolubile legame con il territorio.

In un’epoca dove gli individui sono fortemente alla ricerca di un’identità, credo che l’obiettivo de Il Rosso di Roma non sia difficile da raggiungere.

 

 

Il Programma:

21 ottobre, ore 18.30 – Roma, Enoteca Ferrara, Via del Moro 1/a Il Cesanese DOC di Olevano e i prodotti del territorio nell’antica enoteca trasteverina

25 ottobre, ore 18.00 – Olevano Romano, Castello Colonna Concerto Barocco Veneziano, con l’Ensemble strumentale della Cappella Ludovicea di Roma, con degustazione.

28 ottobre, ore 18.00 – Milano, Spazio Tadini – Photofestival 2015, Via N. Jommelli, 24 Serata degustazione di Cesanese DOC di Olevano e prodotti del territorio.

29 ottobre, ore 15.00 – Taveggia Milano 1909, Via Uberto Visconti Di Modrone 2

Incontro con giornalisti e distributori lombardi.

 

 

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