Vino & Design

La vita è fatta di esperienze, dicono. Le esperienze si fanno anche viaggiando e di sicuro per noi di VoltaaBotte quella diunnamed ieri, nella meravigliosa cornice di Palazzo Brancaccio, è stato un viaggio fatto di esperienze da ricordare: Vino e Design e l’agenzia Dalì hanno pensato bene di deliziare gli addetti del settore intervenuti, con un percorso enologico davvero inusuale e di qualità. Ogni banco di assaggio era un momento di riflessione di confronto un ricordo una storia…un’emozione.
Fare una classifica ci sembra riduttivo (il catalogo completo è sul loro sito), diciamo che siamo certamente di fronte ad eccellenze di settore iniziando dagli champagne fino ai distillati.
L’ampia sala degustativa si snodava tra vini Bordolesi, champagne e Riesling tedeschi, comprendendo anche buona parte della nostra penisola, dal Trentino alla Sicilia passando per la Sardegna.
Tra gli assaggi di rilievo che ci sentiamo di menzionare:
Verdicchio di Matelica La Moncesca – Castell’in Villa Chianti Classico e Barbaresco Roagna.
Tra gli Champagne: Stephan Breton e R&L Lagras 2000 e 2005 davvero ottimi e persistenti.
Per i Riesling Prum e Donnohoff su tutti .
Ha fatto da cornice al tutto un buffet gastronomico di ottime selezioni che variavano dai formaggi ai salumi per arrivare al salmone ed una gustosa frittura.unnamed (1)
Quando già ampiamente soddisfatti ci accingevamo a riprendere la via di casa abbiamo scorso, in un’altra sala, tal Filippo Volpi che catturava la nostra attenzione. L’ora che ne è seguita attraverso un percorso cortese e competente è stato qualcosa che ricorderemo con estremo piacere. Un cammino (Finage di Borgogna) ideato proprio da Filippo che ci ha fatto attraversare i territori geograficamente e climaticamente assaggiando i vini di ogni singola zona esaminata (dallo Chablis alla zona di Maconnais) donandoci momenti che ci rimarranno sì sul palato, ma soprattutto impressi nella nostra anima.
Si dice che la pubblicità sia l’anima del commercio. Se è effettuata in questo modo e con tali prodotti non può che produrre buoni frutti.

 

di Francesco Di Pinto

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