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Da 12.000 anni è…Pane Nostro!

DiFrancesco Di Pinto

Lug 14, 2023

Quando si ha la fortuna di varcare le soglie degli edifici di Roma nella maggior parte dei casi ci si catapulta immediatamente in epoche millenarie; il numero due di Via della Navicella, sede del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) ne è una reale conferma.

Il CREA principale Ente di ricerca italiano per le filiere agroalimentari dedito in particolare alla ricerca ed alla sperimentazione in agricoltura fu istituito nel 1850 contestualmente al Ministero dell’agricoltura e commercio del Regno di Sardegna.

Dunque, occasione più unica che rara la nostra; presenziare in un luogo così prestigioso alla presentazione di un libro dedicato ad un alimento più antico di Roma stessa: Pane nostro. Grani antichi, farine e altre bugie di Luigi Cattivelli – Edizioni Mulino.

Luigi Cattivelli da diversi anni Direttore del CREA si è sempre occupato di genetica e genomica dei cereali (in particolare frumento ed orzo) partendo dagli studi sulla caratterizzazione delle biodiversità sino ai progetti di sequenziamento dei genomi.

Presenti all’evento nella gremita biblioteca storica: Mario Pezzotti, Commissario straordinario del CREA, Luca De Carlo, Presidente IX Commissione del Senato ed il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che ha concluso con il Suo intervento l’interessante appuntamento.

Così il Ministro: In Questo libro si parla di pane, cereali, e di pubblicità ingannevole, utilissimo soprattutto al sottoscritto ed a molti altri della sfera politica per portare a conoscenza dei consumatori le storture che troppo spesso vengono espresse su questo argomento, ed allo stesso tempo è un’occasione per conoscere la storia millenaria di un prodotto fondamentale che si è evoluto grazie alla ricerca ed alla tecnologia”.

In 12.000 anni di Pane quante verità e quante falsità si sono succedute nel tempo?! Di sicuro più falsità poiché la verità è una sola: il frumento è per l’umanità un alimento imprescindibile.

Da qui si dipanano le tesi di questa attenta e lucida pubblicazione – dalla conoscenza dei frumenti più antichi (monococco – appunto di circa 12.000 anni fa) passando per il farro il kamut (frumento turanicum) per arrivare ai più in uso duro e tenero.

Ci preme poi sottolineare l’affermazione dell’autore tesa a confutare le numerose trattazioni che attribuiscono ai frumenti più antichi particolari proprietà benefiche o nutrizionali; a cominciare da quella più comune, cioè della minore presenza di glutine nei frumenti ante 1960 che non ha riscontro nella realtà dei dati o che non rappresenta nessun reale vantaggio nutrizionale o salutistico.

Infine l’autore ci rassicura sul futuro che prefigura sempre migliore, a patto che si modifichino le piantagioni che coltiviamo, in accordo con i cambiamenti climatici e con la chimica in agricoltura che dovrà essere sempre minore come codificato nella strategia europea Farm to Fork.

Cibarci di questo libro ci guiderà quindi, non soltanto alla scoperta del nostro alimento essenziale, ma ci aiuterà a capire come utilizzarlo sfruttandolo per i nostri totali benefici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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