Leguminaria, ad Appignano (MC) dal 14 al 16 ottobre

La quattordicesima edizione di Leguminaria, in programma il 14-15 e 16 ottobre prossimi ad Appignano in provincia di Macerata, si preannuncia un’edizione speciale: il 2016 è stato proclamato Anno Internazionale dei Legumi dall’Assemblea leguminaria-3Generale delle Nazioni Unite in collaborazione con la FAO, con lo slogan “semi nutrienti per un futuro sostenibile”. Mai come quest’anno dunque i fari del mondo sono puntati sui legumi, e Appignano, con Leguminaria, si fa da anniportavoce della buona e sana alimentazione attraverso la riscoperta della tradizione alimentare del proprio territorio. I legumi sono un nutrimento prezioso dall’alto valore nutritivo, contribuiscono alla sicurezza alimentare, portano benefici importanti per la salute, sono economicamente accessibili, promuovono l’agricoltura sostenibile, favoriscono l’adattamento al cambiamento climatico, promuovono la biodiversità. L’aumento della consapevolezza riguardo alle coltivazioni di legumi auspicata dal Direttore generale della FAO José Graziano da Silva ad Appignano è ormai una realtà. Qui, dove il rapporto del territorio con i legumi è una storia secolare, si coltivano i ceci (Cicer arietinum) denominati “Quercia”, i fagioli (Phaseolus vulgaris), le lenticchie (Lens culinaris), la roveja (Pisum arvense) monocromatica rosso mattone, e la varietà dei fagioli solfì “Occhio di luna”, specie marchigiana di piccoli e teneri fagioli bianchi di alta qualità, dalla buccia finissima, dalla consistenza cremosa e dal sapore delicato, ideali per la preparazione di squisite zuppe.

Ma il Comune di Appignano guarda anche al futuro, non solo al passato: col sostegno della Regione Marche e del CRA-ORA Orticoltura di Monsampolo del Tronto (AP), ha avviato da qualche anno un percorso di ricerca e sperimentazione applicata per l’individuazione, il recupero e il mantenimento in purezza degli ecotipi autoctoni di fagiolo, cece e roveja. Grazie a questo progetto, specie che sembravano perdute sono state recuperate da molti agricoltori locali che sono tornati a coltivarle, produrle e metterle in commercio.

L’EVENTO:

Nelle caratteristiche cantine del centro storico di Appignano aperte per l’occasione, torna l’appuntamento imperdibile con Leguminaria e con gli assaggi di legumi – leguminaria-5accompagnati da un buon bicchiere di Rosso Piceno delle cantine della zona – serviti da giovani cameriere e camerieri in costume nelle tipiche ciotole di terracotta (le famose “cocce” o “pigne”, da cui prende nome il paese) che hanno imbandito le tavole locali per intere generazioni, e che i commensali potranno portarsi a casa come souvenir. Si potrà gustare un menù con piatti di legumi cucinati secondo tradizione e conditi con gli olii monovarietali delle Marche, come fagioli con le cotiche, zuppa di lenticchie, ceci con i quadrucci, minestra di ceci, polenta di roveja.

L’abbinamento legumi e ceramica, un connubio vincente e unico nel panorama italiano, racconta l’anima più antica e autentica di Appignano, dove la terracotta arrivò nel lontano 1557 e dove i mastri vasai realizzano da secoli vasellame e utensili da cucina (ciotole e piatti smaltati, brocche e bicchieri) ma anche, negli ultimi decenni, pezzi d’artigianato artistico di notevole finezza e creatività, una tradizione che si mantiene viva oggi grazie alla MAV, Scuola di Ceramica Maestri Vasai Appignanesi.

Così, negli stessi giorni di Leguminaria, torna a rivivere anche l’arte ceramica con due appuntamenti di rilievo: l’inaugurazione della mostra conclusiva di Convivium d’arte ceramica, seconda edizione del concorso nazionale CeramicAppignano sul tema “I primari: rosso, giallo e blu nei ricordi”, e una bella novità, Borgo Ceramica, laboratori artigianali aperti il 15 e 16 ottobre nell’antica Via dei Vasai, con esposizioni, performance dei maestri tornianti, mini-corsi, dimostrazioni di scultura e decorazione di volti e uno spazio per i più piccoli.

 

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